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CORONAVIRUS E GIUSTIZIA, “SPRECATA UNA GRANDE OCCASIONE”

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CORONAVIRUS E GIUSTIZIA, “SPRECATA UNA GRANDE OCCASIONE”
“La pandemia è stata una grande tragedia nazionale, ovviamente non solo per la Giustizia. Nel nostro settore però, poteva essere anche una grande occasione. Che è stata completamente sprecata”. A sottolinearlo il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma, Antonino Galletti, che analizza il momento attuale e i suoi riflessi nell’attività giudiziaria.
“Parlo soprattutto di digitalizzazione – attacca Galletti – che non è stata minimamente implementata. Questa mattina, per fare un esempio, all’ufficio copie del Tribunale di Roma si distribuivano i numeretti, in totale 60 per l’esattezza, e alle 8 già trenta erano esauriti. Cioè, in un’epoca in cui i si fanno riunioni su internet e si predica il distanziamento, per recuperare la copia di una sentenza bisogna fisicamente mettersi in fila allo sportello, assembrarsi. E questo nonostante l’Ordine presti vari dipendenti agli uffici giudiziari romani per sveltire le pratiche e rendere possibili i servizi. Cos’è questa se non una gigantesca manifestazione di inadeguatezza?”. Ancora, spiega il presidente del Coa, “a suo tempo avevamo chiesto anche con una manifestazione pubblica al ministero di effettuare una sorta di crash test dei sistemi per prepararci a una seconda ondata. Naturalmente non è stato fatto e adesso, se dovesse arrivare un nuovo #lockdown, ci troveremmo nell’identica situazione in cui ci trovammo a marzo. Probabilmente oggi la priorità è la sanità; però certi interventi sarebbero stati a costo zero: inviare un pdf da una posta certificata a una posta certificata, invece di costringere gli utenti a uscire, mettersi in coda, acquisire fisicamente la stampata… Vi sembra che questo comporti grandi investimenti?”.
“Altro tema, quello delle misure di sicurezza nei tribunali. “Il Covid è arrivato a febbraio marzo, c’è stata una prima ondata, una tregua, poi la seconda ondata – conclude Galletti – ebbene, i controlli della temperatura con i termoscanner a piazzale Clodio sono stati introdotti il 5 ottobre scorso. Nonostante l’impegno dei capi degli uffici giudiziari romani con i quali sono in corso interlocuzioni costanti urgono interventi seri e strutturali sul sistema che rischia così la paralisi”.

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Fonte: Ufficio Stampa