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INTERLOCUZIONE DEL COA ROMA PRESSO IL MINISTERO:…

29 Maggio 2024

INTERLOCUZIONE DEL COA ROMA PRESSO IL MINISTERO: IL GRIDO DI ALLARME PER IL GIUDICE DI PACE CAPITOLINO – Durante l’incontro del 28 maggio u.s. presso il Ministero della Giustizia, riguardante l’organizzazione del prossimo Congresso Distrettuale del Lazio che si terrà a Roma a settembre, il Presidente del Consiglio dell’Ordine capitolino, Avv. Paolo Nesta, e il Consigliere Segretario, Avv. Alessandro Graziani, hanno nuovamente sollecitato la risoluzione dei problemi dell’Ufficio del Giudice di Pace, che da mesi impegna l’Ordine forense. Nesta e Graziani hanno evidenziato a Via Arenula la grave situazione dell’ufficio, fondamentale per il sistema giudiziario capitolino, che sta affrontando una crisi senza precedenti con una scopertura del personale amministrativo del 60%. Questa carenza causa ritardi inaccettabili, specialmente nell’apertura delle buste telematiche e nella comunicazione dei provvedimenti da parte dei giudici competenti.
Nonostante il supporto del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, che ha dislocato quattro unità lavorative per assistere il personale amministrativo del Ministero, i tempi di apertura delle buste per le iscrizioni rimangono critici. Attualmente occorrono circa due mesi per aprire le buste e un ulteriore mese affinché gli avvocati possano ricevere notifiche e studiare i provvedimenti nel Fascicolo Telematico.
Questa situazione rappresenta un serio ostacolo per l’efficienza del sistema giudiziario romano. Non è la prima volta che il Consiglio capitolino offre soluzioni concrete per mitigare questi problemi, ma il Ministero continua a non attuarle. L’intervento di oggi ha ribadito l’urgenza di un’azione concreta da parte delle autorità competenti.
Durante l’incontro, il Presidente Nesta ha anche espresso chiaramente l’indisponibilità dell’avvocatura romana a considerare eventuali spostamenti della sede del Giudice di Pace, ribadendo una posizione già evidenziata in precedenti interventi. Questo sottolinea l’importanza della sede attuale, vicina agli altri grandi uffici giudiziari romani, per il corretto funzionamento dell’ufficio e la necessità di soluzioni immediate e realistiche.
Alla conclusione dell’incontro, Nesta ha dichiarato: “Occorre che il Consiglio decida azioni concrete a sostegno dell’interlocuzione. È il momento di passare dalle parole ai fatti. La giustizia romana non può più aspettare“. L’appello di Nesta e Graziani è un grido di allarme che speriamo venga ascoltato dai vertici del Ministero. Solo attraverso un impegno congiunto e concreto potremo risolvere le criticità che affliggono il Giudice di Pace di Roma e garantire un servizio efficiente e puntuale ai cittadini. La giustizia non può essere un traguardo, deve essere una certezza.

Ufficio Comunicazione COA ROMA, Avv. Andrea Pontecorvo

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