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RICORDANDO L’AVVOCATO GIORGIO AMBROSOLI

RICORDANDO L’AVVOCATO GIORGIO AMBROSOLI

C'è un modo silenzioso di essere eroi: fare il proprio dovere, anche quando nessuno guarda e anche quando ciò costa tutto.
L’Avvocato Giorgio Ambrosoli fece così e scelse di farlo.
Da liquidatore di una banca costruita sulla frode, avrebbe potuto accettare il compromesso, il denaro, il quieto vivere.
Non lo fece.
Lavorò da solo, senza scorta e senza supporto, con la sola forza della sua coscienza.
La notte dell'11 luglio 1979, i colpi d’arma da fuoco lo uccisero ma non uccisero il suo esempio.
Probabilmente, l’Avvocato Giorgio Ambrosoli non era un uomo senza paura.
Probabilmente era un uomo che, pur provando la paura, decise comunque di restare eroicamente fedele a sé stesso ed al suo dovere.
L’Avvocatura lo ricorda nella ricorrenza del suo martirio perché il suo coraggio ci consegna l’esempio di un Avvocato che fece il suo dovere fino alla fine, consegnandoci anche un lascito di esemplare coraggio e di dedizione al dovere che tutta l’Avvocatura ha l’obbligo di ricordare.

Il Presidente Alessandro Graziani