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1° MAGGIO: LA DIGNITÀ DEL LAVORO FORENSE

1° MAGGIO: LA DIGNITÀ DEL LAVORO FORENSE

1° MAGGIO: LA DIGNITÀ DEL LAVORO FORENSE

Nel giorno in cui si celebra la Festa del Lavoro, ritengo doveroso soffermarmi a considerare anche il lavoro dei Colleghi: un lavoro che si misura soprattutto in qualità e responsabilità.

Essere Avvocati significa abitare ogni giorno il confine delicato tra Libertà e Giustizia, tra persone e istituzioni, tra fragilità individuale e tutela dei diritti. Significa dare voce a chi non ne ha, costruire la difesa anche quando tutto sembra perduto e custodire il valore del dialogo in un tempo che troppo spesso svuota le parole del loro significato profondo.

Il lavoro dell’Avvocato è approfondimento incessante, è sacrificio personale e familiare, è presenza nelle aule e nelle vite, nei momenti decisivi, quando tutto si gioca in una scelta, in un argomento, in una firma.

Quello dell’Avvocato è un lavoro che non si spegne mai davvero, che continua oltre gli orari consueti, al di là degli spazi dei tribunali e ben oltre la dimensione individuale di ciascuno.

Nel celebrare il 1° maggio, celebriamo dunque anche la dignità della nostra toga: una dignità che non deriva dal ruolo ma dalla funzione, non dal potere ma dal servizio reso, non dal riconoscimento altrui ma dalla nostra stessa consapevolezza di noi stessi.

Buon 1° maggio, allora, agli Avvocati, custodi quotidiani della Giustizia, per la loro dedizione ad un lavoro che costituisce un insostituibile presidio per libertà e per la democrazia.

Alessandro Graziani