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Estratto dal verbale dell’Adunanza dell’8 giugno 2017

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ESTRATTO DAL VERBALE DELL’ADUNANZA DELL’8 GIUGNO 2017

(omissis)

 

– Il Presidente Vaglio comunica che in data 7 giugno è stata inviata a tutti gli Avvocati romani dall’Associazione Movimento Forense con firma di Massimiliano Cesali un’email circolare dal titolo “VAGLIO, L’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA E CHI OSA CONTRAPPORSI”, corredata da un’immagine del famoso film Il Marchese del Grillo, magistralmente interpretato dal compianto Alberto Sordi.

In tale comunicazione l’Associazione di cui sopra lamenta l’utilizzazione strumentale del Consiglio dell’Ordine da parte dell’attuale maggioranza per “finalità di lotta politica interna”, attuando “iniziative da un lato provocatorie e dall’altro offensive nei nostri confronti”.

Non è certo intenzione del Consiglio scendere in polemica con affermazioni di qualsivoglia Associazione di Colleghi, tuttavia lo stesso non può restare indifferente di fronte ad accuse gravi e diffamatorie che ledono l’onorabilità e la correttezza di tutti i suoi componenti.

Il Presidente Vaglio in primo luogo ritiene di dover tranquillizzare gli autori della comunicazione in esame, evidenziando come il Consiglio tutto è sempre grato a chi svolge attività di qualsiasi genere a favore dei Colleghi e che non ha alcun interesse a contrastare attività associative di chicchessia. Perciò, chiunque possa pensare che il Consiglio intenda impegnare il tempo dei propri componenti o del Collegio stesso “ai danni” di qualcun altro pecca forse di troppo egocentrismo e si dà sicuramente troppa importanza.

Pertanto, per opportuna conoscenza di tutti i Colleghi che il Consiglio rappresenta, poiché vengono riportate una serie di accuse precise, è opportuno chiarire alcuni degli aspetti affrontati, tralasciando quelli assolutamente insignificanti.

Movimento Forense: “Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ha adottato un regolamento per la formazione molto severo …”.

Realtà dei fatti: Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma è stato l’unico ad impugnare innanzi al Tar il Regolamento del C.N.F., il quale – proprio a causa dell’accoglimento dell’appello sulla sospensiva, ha modificato molte delle norme più restrittive, come ad esempio quella secondo cui gli eventi formativi potessero essere solo di mezza giornata o di una giornata intera, non permettendo più i convegni della durata di due o tre ore, spesso a cavallo del pranzo per non perdere l’orario lavorativo. Senza il ricorso giurisdizionale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma questa possibilità sarebbe sfumata.

Movimento Forense: “… risulta che gli “ispettori” (nominati dal Consiglio non si sa in base a quali criteri, non certo quelli dell’indipendenza e della pluralità), hanno dedicato particolare attenzione ai convegni del Movimento Forense segnalando in un caso, parrebbe, alcuni colleghi usciti 10 minuti prima della fine del convegno per andare a prendere i figli a scuola ovvero recarsi a studio”.

Realtà dei fatti: Il Presidente Vaglio informa il Consiglio di avere interpellato alcuni dei componenti della Commissione per l’accreditamento, unica competente a tal riguardo, i quali hanno dichiarato che non è stata effettuata alcuna verifica sulla regolarità degli eventi formativi organizzati da Movimento Forense. Pertanto, la preoccupazione espressa probabilmente deriva da quell’egocentrismo a cui si è fatto in precedenza cenno.

Movimento Forense: “Proprio con riferimento alla manifestazione del 13 maggio, alla quale il Movimento Forense (autore del DDL sull’ equo compenso) contestualmente alla condivisione dell’OCF ha sin da subito aderito pubblicamente ed in assemblea, lo stesso Presidente Mauro Vaglio ha “dimenticato” tale adesione escludendo il Movimento Forense dal comitato dei promotori diversamente da altre associazioni o movimenti che hanno aderito”.

Realtà dei fatti: Le modalità di adesione erano state ben determinate dal Comitato Promotore e Movimento Forense non ha provveduto in tal senso, perciò i responsabili del sito web non erano a conoscenza dell’adesione di Movimento Forense, peraltro molto tardiva, avendo questo atteso l’adesione dell’OCF. In tale caso, oltretutto, il Presidente Vaglio non era certo addetto a verificare che gli Ordini o le Associazioni Forensi comunicassero regolarmente alla Segreteria del Comitato Promotore la propria adesione.

Peraltro, e solo per inciso) il disegno di legge sull’equo compenso (DDL 2249) è stato proposto al Senato in data 23 febbraio 2016 su impulso del Coordinamento degli Ordini che ha iniziato la sua battaglia su questo fronte per l’esattezza nel luglio 2014 a Milano, poi proseguita a Roma con la Conferenza sulle proposte legislative nel dicembre 2014. Movimento Forense, al contrario, ne ha cominciato a parlare solo nel 2016 dopo la presentazione del disegno di legge stesso. A ciò si aggiunga che ’Ordine di Roma ha anche ospitato in data 9 maggio 2016 il presentatore di tale disegno di legge, Sen. Bruno Astorre, in un Convegno organizzato proprio per la presentazione della proposta di modifica dell’art. 22333 c.c..

Movimento Forense: “Da ultimo, ma non per ultimo, il Consiglio ha deliberato di inviare al Comitato Distrettuale di Disciplina un esposto nei confronti di un Collega curiosamente esponente storico del Movimento Forense reo di aver manifestato il proprio disappunto verbalmente e per iscritto nei confronti dell’Ordine a causa dell’inerzia (in altre parole nemmeno un riscontro formale) rispetto ad una istanza rivolta per un parere delicato ed urgente in materia deontologica”.

Realtà dei fatti: Anche in questo caso vengono travisati i fatti poiché è stato il Collega cui fa riferimento la comunicazione a rivolgersi ai componenti della Struttura Deontologica dell’Ordine in modo “sgradevole” e, pertanto, questi stessi a segnalare tale comportamento al Consiglio, il quale, non essendo più organo disciplinare né avendo più alcuna discrezionalità in merito, è stato obbligato in presenza di tale segnalazione a trasmettere gli atti al Consiglio Distrettuale di Disciplina. Perciò si è trattato di un atto dovuto, in conseguenza ad un comportamento denunciato da altri Colleghi.

Il Presidente Vaglio, a fronte di tali infondate contestazioni rivolte all’Istituzione Forense Romana e pur non essendo l’artefice della maggior parte di esse, ha ritenuto suo dovere rappresentare in modo ufficiale nel verbale consiliare quanto realmente successo in relazione a ciascun punto specifico.


Fonte: Affari generali