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Circolare sul deposito degli atti del concordato preventivo

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ESTRATTO DAL VERBALE DELL’ADUNANZA DEL 15 DICEMBRE 2016

(omissis)

 

– Il Presidente Vaglio riferisce sulla nota del Dott. Antonino La Malfa, Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale Ordinario di Roma, pervenuta in data 9 dicembre 2016, accompagnatoria della circolare relativa al deposito degli atti del concordato preventivo con riferimento all’art. 161 comma V L.F. “La domanda di concordato è comunicata al pubblico ministero ed è pubblicata, a cura del cancelliere, nel registro delle imprese entro il giorno successivo al deposito in cancelleria. Al pubblico ministero è trasmessa altresì copia degli atti e documenti depositati a norma del secondo e del terzo comma, nonchè copia della relazione del commissario giudiziale prevista dall’articolo 172”.

Il Presidente La Malfa con tale provvedimento e in relazione all’attuazione del processo civile telematico, ha disposto “che al momento del deposito della proposta e del piano di concordato preventivo, la parte ricorrente depositi nella cancelleria prefallimentare due copie del ricorso e di tutti i documenti allegati in formato digitale, su supporti “CD” o “penn drive USB”; tali documenti devono essere redatti sia in formato PDF che in formato WORD, e ciascun documento deve costituire “file” autonomo e individualmente nominato; detti documenti inoltre devono essere preceduti da un indice numerico degli atti e dei documenti; che nel caso in cui il Tribunale ha disposto la convocazione delle parti ai sensi dell’art. 162 l.f. ovvero in caso di convocazione o richiesta di chiarimenti dopo il deposito del piano, il ricorrente o la parte che intenda depositare osservazioni, integrazioni e documenti aggiuntivi deve anche depositare una copia documenti in formato cartaceo nella cancelleria del Tribunale e trasmetterla al P.M. a mezzo PEC all’indirizzo affari civili.procura.roma@giustiziacert.it con l’indicazione del numero del concordato preventivo, del nominativo del soggetto proponente e della data dell’udienza.


Fonte: Affari generali

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