Menu Completo
Cerca
Generic filters
Filtra per
downloads
convenzioni
modulistica

AVVOCATI – CATEGORIA A RISCHIO SOLO A REGIONI ALTERNE

A+ A-

Il Presidente

Roma, 23 febbraio 2021

Ill.mi
Sig. Ministro della Giustizia
Sig. Ministro della Salute
Sig. Presidente della Regione Lazio

Oggetto: vaccinazione iscritti Ordine degli Avvocati e lavoratori del settore della Giustizia.

Con la presente chiedo un autorevole ed urgente intervento delle Autorità in intestazione per dare finalmente l’abbrivio ad una campagna di vaccinazione volontaria contro il contagio da virus Covid-19 nei confronti di una categoria certamente a rischio come quella che ho l’onore ed il privilegio di rappresentare, nonché di tutti gli operatori del settore della Giustizia (magistrati e personale amministrativo).

Per quanto riguarda l’Avvocatura siamo all’assurdo oramai di una vaccinazione “a macchia di leopardo” sul territorio nazionale, dove capita che gli Avvocati siano già considerati categoria a rischio nelle Regioni Sicilia e Toscana e non invece altrove come, ad esempio, a Roma e nel Lazio, nonostante fin da dicembre abbiamo chiesto,sia come COA di Roma e sia come Unione degli Ordini Forensi del Lazio, di procedere alla vaccinazione degli iscritti quanto prima per assicurare continuità al servizio primario della Giustizia.Sia a Palermo, sia a Firenze e sia a Roma, gli Avvocati svolgono le medesime attività professionali, frequentano aule d’udienza affollate, visitano i detenuti, incontrano una pluralità di assistiti, contribuiscono -come parte essenziale- a garantire la giurisdizione e il diritto di difesa oggetto di protezione finanche costituzionale.

Assistiamo oramai al paradosso che un avvocato romano, che pure può essere chiamato a partecipare un’udienza in presenza a Palermo o a Firenze non è vaccinato, a differenza dei colleghi di quel Foro. Il punto dunque non è chi vaccinare primae chi dopo fra le categorie a rischio e all’interno della medesima categoria fra le varie Regioni, ma procedere a un intervento organico che riguardi tutto in modo uniforme il territorio nazionale, per evitare che, almeno su temi delicati come questi, il diritto alla Salute e il diritto alla Giustizia, vi siano sperequazioni e si riproducano situazioni grottesche come quella già tante volte denunciata nei mesi scorsi relativa ai provvedimenti organizzativi ed alle linee guida assunte nei vari uffici giudiziari, dove ogni sezione, ufficio e finanche ogni singola cancelleria hanno dettato prescrizioni autonome e del tutto scollegate le une dalle altre.
Occorre riportare con urgenza un minimo di razionalità in un procedere finora abbastanza schizofrenico.

Tanti cordiali saluti e buon lavoro,

Antonino Galletti

Allegati:
1.delibera Unione del 4.12.2020
2.delibera COA di RM del 10.12.2020
3.delibera Unione del 19.2.2021

COMUNICATO STAMPA

𝐕𝐀𝐂𝐂𝐈𝐍𝐈, 𝐏𝐀𝐑𝐀𝐃𝐎𝐒𝐒𝐎 𝐆𝐈𝐔𝐒𝐓𝐈𝐙𝐈𝐀: 𝐀𝐕𝐕𝐎𝐂𝐀𝐓𝐈 𝐂𝐀𝐓𝐄𝐆𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐀 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐀 𝐑𝐄𝐆𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐀𝐋𝐓𝐄𝐑𝐍𝐄 – Pur nella penuria di vaccini che affligge il nostro Paese, non mancano 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐠𝐫𝐮𝐞𝐧𝐳𝐞 come al solito provocate dalla 𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐛𝐮𝐫𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 alla quale siamo ormai purtroppo abituati. Il tema è quello dell’inserimento delle varie figure professionali nelle categorie a rischio. “Per quanto riguarda l’Avvocatura – spiega Antonino Galletti, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, il più grande d’Italia – 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐮𝐫𝐝𝐨 𝐨𝐫𝐚𝐦𝐚𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐦𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐨𝐩𝐚𝐫𝐝𝐨 sul territorio nazionale. Capita così che gli avvocati siano considerati categoria a rischio in Sicilia ed in Toscana e non invece altrove, ad esempio, a Roma e nel Lazio, dove fin da novembre abbiamo chiesto come COA Roma e come Unione degli Ordini Forensi del Lazio di procedere alla vaccinazione degli iscritti quanto prima per assicurare continuità al servizio primario della Giustizia”. “𝐏𝐞𝐫 𝐨𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 – prosegue Galletti – eppure sia a Palermo, sia a Firenze e sia a Roma, gli avvocati frequentano aule d’udienza affollate, visitano i detenuti, incontrano una pluralità di assistiti, contribuiscono come parte essenziale al funzionamento di un servizio pubblico essenziale quale quello della Giustizia, che non può certo fermarsi, non potendosi sbattere le porta in faccia ai diritti ed alle libertà”. Siamo così al paradosso che un avvocato romano, che pure potrebbe essere chiamato a partecipare un’udienza in presenza a Firenze non è vaccinato, a differenza dei colleghi di quella città. “𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐟𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 e all’interno della medesima categoria fra le varie città – spiega il Presidente del COA Roma – 𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, per evitare che almeno su temi delicati come questi, il diritto alla salute e il diritto alla Giustizia, 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐞𝐪𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐠𝐫𝐨𝐭𝐭𝐞𝐬𝐜𝐡𝐞 come quella dei provvedimenti organizzativi assunti nei Tribunali durante la prima ondata della pandemia, quando ogni sezione, ufficio e ogni singola cancelleria procedevano con disposizioni autonome e del tutto scollegate dalle altre: i famosi dieci chili di carte e burocrazia che pesammo pubblicamente a Roma”. Di qui la decisione di rivolgere un 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐥 𝐧𝐞𝐨 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 #𝐂𝐚𝐫𝐭𝐚𝐛𝐢𝐚, come avvocatura romana e non solo, perché faccia sentire la sua voce e 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐳𝐨𝐟𝐫𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨. (𝑫𝒊𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝑶𝑨 𝑹𝑶𝑴𝑨)

 


Fonte: Ufficio Stampa